Venezia, soluzione estrema di G. Bosini. Recensione di Tiziana Viganò






In questo bel libro dell'architetto-scrittore Giancarlo Bosini si vive Venezia, si percorrono con i personaggi  calli e campi, fondamenta e canali; si ammirano le architetture, si sente l'odore dell'acqua salmastra, ma anche di chicheti e ombre nelle osterie, si ascolta lo sciabordio delle onde e le dolci frasi in dialetto veneziano.

Un giallo classico, con un grande mistero, poco sangue, pochi omicidi e investigatori geniali che individuano il colpevole, svelando indizi, ragionando e deducendo, fino al finale rivelatore.

Fondamentale nel romanzo l'ambientazione, interessante il racconto di frammenti della storia di edifici e attività, dove la realtà si mescola, ma solo in parte, con la fantasia. Come già ho definito Giallo Milano (Zerounoundici, 2016) è un archithriller, dove la competenza dell'autore diventa una base per la narrativa.


Torna qui l'architetto Luigi Bellotti, dieci anni dopo gli eventi raccontati in Giallo Milano. Segnato da un passato doloroso, nel presente riflette a lungo sulla sua vita, sulla sua interiorità e sulle sue aspirazioni: onesto, curioso e caparbio, è incaricato di fare uno studio di fattibilità per la trasformazione del Mulino in hotel.

Siamo alla fine degli anni Settanta, un periodo in cui gli edifici industriali dismessi o in via di chiusura vengono ristrutturati e riconvertiti. Il destino dello storico Mulino Stucky di Venezia, sorto sul canale della Giudecca, è di diventare un Hilton Grand Hotel, nella narrazione, dove si chiama Molino Mendel, come nella realtà.

Una maledizione pesa sulle sue sorti, così come maledetta è la singolare Ca' Dario sul Canal Grande perché quasi tutti i suoi abitanti sono stati colpiti dalla sfortuna o sono stati uccisi o sono morti in circostanze misteriose: proprio qui sono state trovate quartine della fantomatica XIII centuria di Nostradamus, persa e ritrovata, che aveva profetizzato il suicidio del padre, l'incendio del Mulino e l'assassinio di Carlo Alberto Mendel, il figlio del primo proprietario .

Strani incidenti continuano a succedere e anche Bellotti rischia la pelle, ma se la cava per miracolo e piano piano dipana il mistero e la congiura che sta dietro l'apparenza, con l'aiuto del fedele amico di sempre Matteo De Cristoforis e di Isabella, la giornalista che gli ha preso il cuore, favorita dalla magia di una città dove si sposano bellezza e sensualità, considerata a buon nome la città degli innamorati.


Un ruolo chiave avrà il dipinto di un pittore che era stato accusato dell'assassinio di Carlo Alberto Mendel.

Riuscirà Bellotti a dare un senso al messaggio nascosto nel dipinto? Il pittore era davvero colpevole? Bellotti riuscirà a farlo riabilitare?


Un affascinante mistery, che interseca verità, storia e fantasia, che vi incollerà alle pagine. Scritto in un modo disinvolto e piacevole, distensivo perché elegante e mai cruento, interessante per le note su Venezia e per la storia di Nostradamus: piacerà a tutti, anche ai non amanti del genere. Consigliatissimo!



Venezia, soluzione estrema

di G. Bosini

genere: giallo

editore: Macchione, 2020

pagine: 136

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Giancarlo Bosini, architetto milanese e autore di romanzi gialli, nel 2011 ha pubblicato “Orazio & Company” (Edigiò Edizioni), a cui hanno fatto seguito “I disperati casi dell’ispettore Tombini” (Edigiò Edizioni - 2014), “Giallo Milano” (0111 Edizioni - 2016), “Misteriosi delitti all’Isola di Milano” (Pietro Macchione Editore – 2018) e “Venezia soluzione estrema” (Pietro Macchione Editore – 2020). Con Macchione Editore, come autore, ha inoltre partecipato alla realizzazione dell’antologia “Noi e il Sessantotto” (2018) e pubblicato il saggio “I Navigli di Milano”(2019)

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