"Per strada è la felicità" di Ritanna Armeni. Recensione di Tiziana Viganò







Roma, 1968/69. Il vento che scompiglia i capelli delle ragazze porta energia ed eccitazione, allegria e rabbia insieme: comincia così la rivoluzione? 


Con questo libro affascinante Ritanna Armeni ci conduce in un periodo straordinario della nostra storia, accompagnando chi non era ancora nato alla scoperta di un periodo che ha sconvolto ogni schema, riportando in un lampo chi c'era al mondo degli ideali che hanno acceso la gioventù.

Il punto di vista è quello della rivoluzione come la intendevano le donne: non disgiungeva il pensiero politico dalle necessità di una trasformazione profonda e globale, che comprendesse ogni ambito della vita, compreso tutto ciò che è intimo, alla ricerca di una libertà e di una felicità che non può mai venire dall'esterno, ma da dentro ognuna - ognuno! - di noi. Non a caso Rosa, la protagonista, si innamora di una figura storica complessa e meravigliosa come Rosa Luxemburg: la assume a modello ideale che la avvince per la potenza intellettuale da rivoluzionaria non dogmatica, per la capacità di emergere con forza in un mondo maschilista, ma che non perde di vista la femminilità, l'amore e le emozioni, tanto da definirsi una cinciallegra.

Per essere capaci di cambiare il mondo con la massima serietà, ma anche con la gioia del vivere.


"La felicità non è grande, ingombrante, misteriosa. Non arriva all'improvviso come un raggio di sole che ti avvolge e ti scalda. E' fatta di giornate laboriose, di senso di sé di incontri, di affetti, di libertà. Lei l'aveva trovata per strada nei giorni in cui aveva deciso di cambiare il mondo, e l'aveva riconosciuta. Ne avrebbe voluta ancora. Avrebbe voluto essere lieta, schietta, serena, capace di affermare le verità più scomode, di lottare per la rivoluzione e per l'amore."

Rosa, padre operaio e madre commessa, viene da una piccola città di provincia, soffocante e limitata. È una brava ragazza, vanto della famiglia per i successi a scuola ed è l'unica ad avere accesso all'Università della Sapienza a Roma, facoltà di Lettere. L'arrivo nella capitale le ha regalato felicità e libertà, l'ebbrezza di vivere intensamente, la conoscenza di tanti ragazzi come lei, decisi a vivere in modo diverso dalla generazione precedente. La sua vita fin dall'inizio sembra destinata a essere diversa da quella di donne incapaci di vivere una vita piena, sottomesse, passive, in attesa, incapaci di seguire i loro sogni: la nonna aveva preteso dal parroco che suonasse le campane per la sua nascita (un privilegio destinato solo ai maschi) e questo l'aveva aiutata a capire che avrebbe costruito la sua vita esprimendo il meglio di sé come donna in autonomia.


"Ebbe voglia di ballare e di abbracciare, di nuove esperienze, di gettarsi nel gorgo, senza timidezze e paure. Assaporando tutto, godendo di tutto. La felicità era per strada. Doveva solo accoglierla."

Il libro si apre con la battaglia di Valle Giulia, a Parigi imperversa il Maggio, tutto il mondo è in fibrillazione: all'inizio la invadono curiosità e dubbi, ma presto Rosa si fa coinvolgere nelle lotte studentesche e operaie.

Le ragazze del collettivo di Lettere, sempre impegnate a stampare volantini col ciclostile e a distribuirli, vanno ad abitare in una Comune, e Rosa sperimenta il legame libero con Camillo, un uomo sposato, rimane incinta e abortisce.

Il Movimento si avvicina agli operai, Rosa e le compagne entrano in contatto con una realtà diversa, quella del lavoro, quello delle donne operaie che maturano un diverso modo di vedere la realtà, propria di una visione a trecentosessanta gradi tipicamente femminile, prendono coscienza che anche tra i compagni serpeggia il maschilismo atavico che impedisce loro di essere protagoniste, perfino di intervenire nelle assemblee, sempre subalterne, sempre inferiori. Non sopportano più le riunioni inconcludenti in cui volano solo uragani di parole, si oppongono al mondo maschile: arrivano all'autocoscienza, al femminismo, diventando adulte e mature.


"Continuarono a parlare per ore. Di quel che detestavano e di quello che volevano. Dell'infanzia e del futuro, del movimento e della felicità, del'amore, delle donne e degli uomini. Della paura. Ne avevano tanta. Delle loro debolezze. Ci risero su. Delle debolezze degli uomini del collettivo. Risero anche di quelle."

Ritanna Armeni ci regala un bellissimo libro, ricchissimo di contenuti e spontaneo nella forma. Unisce vicende storiche e autobiografiche a un pensiero, a una visione, a un sentire che forniscono spunti di riflessione sul presente di ognuno di noi, maschi e femmine, perché la libertà sia intesa con una pienezza e con una maturità che permei ogni vita, dirigendola verso quella felicità che è l'ideale di ogni essere umano.


"La libertà che stava sperimentando in quei mesi era diversa. Non più fondata su un sogno da inseguire, su un cammino giusto ma indicato da altri: La fonte era dentro di lei, inesauribile. Nessun altro avrebbe potuto determinarla, ridurla, eliminarla. La sua libertà, questa volta, non era di seconda mano."

"Per strada è la felicità"

di Ritanna Armeni

genere: narrativa

editore: Ponte alle Grazie, 2021

pagine: 244

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Ritanna Armeni è giornalista e scrittrice. Ha lavorato come caporedattrice al periodico «Noi donne», poi a «il Manifesto» e nella redazione di «l’Unità», a «Rinascita» e, ancora, opinionista sul quotidiano «Il Riformista». Nel 1998 è diventata portavoce dell'allora segretario di Rifondazione Comunista ed ex Presidente della Camera dei Deputati, Fausto Bertinotti, del quale ha curato, con Rina Gagliardi, il volume Devi augurarti che la strada sia lunga (Ponte alle Grazie 2009). È stata per tre anni conduttrice di "Otto e mezzo" insieme a Giuliano Ferrara. Ha pubblicato Di questo amore non si deve sapere (Ponte alle Grazie 2015), vincitore del Premio Comisso. Tra gli altri suoi titoli usciti sempre con Ponte alle Grazie: La colpa delle donne (2006), Prime donne. Perché in politica non c'è spazio per il secondo sesso (2008), Una donna può tutto. 1941: volano le Streghe della notte (2018). Mara. Una donna del Novecento (2020).



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"Noi e il Sessantotto" antologia di AA.VV. a cura di Tiziana Viganò (1968, Macchione editore)

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