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"Il mostro di Milano" di Fabrizio Carcano. Recensione di Tiziana Viganò






Siamo nel 1969: gli anni Sessanta, quelli del boom economico e del benessere per tutti, lasciano il passo ai Settanta, gli anni di piombo.

Milano è una città che non si ferma mai, corre incontro al futuro: migrano in tanti dal Sud, da una parte i lavoratori, quelli che cercano fortuna, dall'altra la mafia, la 'ndrangheta, la Sacra Corona Unita che hanno fiutato il luogo dove il denaro si produce e circola rapidamente. Anche la "mala" milanese si evolve. C'è in corso una guerra per il controllo della prostituzione, undici donne vengono uccise: forse è la mano di un unico serial killer o è frutto della faida tra i clan?


Fabrizio Carcano che predilige sua città per ambientare i romanzi, immerge il lettore in un'atmosfera e nei luoghi di una Milano d'altri tempi che è non solo scenario, ma coprotagonista della narrazione: chi è milanese riconoscerà tutti i dettagli, viaggerà nelle macchine della polizia insieme al commissario e alla sua squadra, rivivrà gli episodi della storia cittadina, gli aneddoti, i ricordi. Chi milanese non è si sentirà tale, almeno per il tempo della lettura. 

"Il mostro di Milano" (Mursia, prima edizione 2017) s'ispira a una storia vera, ma Carcano è abilissimo nel mescolare tanti ingredienti in questo specialissimo romanzo che contamina più generi e inchioda il lettore alle pagine cariche di suspense. Intreccia l'indagine di Vittorio Maspero con quella di Padre Jadran della Congregazione del Sant'Uffizio, la follia religiosa con l'asprezza dei fatti, la Storia con la cronaca nera del tempo, la realtà con l'invenzione, senza tralasciare un'indagine efficace nella mente del protagonista, protagonista che lascia il segno.Tutto questo narrato con l'esperienza del giornalista conoscitore di fatti criminali, con la scrittura sobria e il ritmo rapido che catturano l'attenzione dall'incipit al finale.


Il commissario Vittorio Maspero è un superpoliziotto trentacinquenne, specializzato presso l'FBI in criminal profiling: ma non sopporta più il suo lavoro, vuole ritirarsi per una lunga aspettativa. Il suo equilibrio si è spezzato da un anno: la moglie l'ha lasciato e, poco tempo dopo, durante una sparatoria, uccide un malvivente che si rivela essere una giovane donna incinta. Alcool, metanfetamine, gioco compulsivo lo trascinano in un vortice pericoloso. È un uomo affascinante, il "commissario dagli occhi di ghiaccio" , come l'hanno definito i giornalisti: Gitanes in bocca, l'aria stravolta di chi non dorme mai dopo le nottate nell'equivoca bisca dell'Ortica, ma nonostante tutto le sue capacità non vengono meno, mentre il suo sogno di isolarsi a coltivare la terra viene rimandato da una serie di avvenimenti gravissimi.


È il 12 dicembre 1969, un giorno fatale, a Milano: in piazza Fontana è scoppiata una bomba che ha ucciso diciassette persone. Contemporaneamente una suora è stata ammazzata a colpi di pietra, lapidata. Maspero è incaricato dell'indagine, delicata e importante come tutte quelle che interessano gli ecclesiastici. Mentre Giuseppe Pinelli cade da una finestra della Questura e Milano è sconvolta dai fatti atroci e dalla violenza politica, muore prima un sacerdote, malato terminale, forse suicida? che anni prima era stato al centro di uno scandalo e poi un commissario in pensione, noto per aver risolto il caso della "Belva di San Gregorio".

"Io sono il figlio del peccato e sono stato scelto dal Signore per questo, per punirle tutte, per punire il peccato alla radice, estirpandolo"

confessa l'assassino di suor Costanza a un vecchio prete cieco e un po' sordo, incapace di identificarlo. Lettere anonime deliranti ispirate a versetti di testi sacri arrivano a Maspero, mentre cadono sotto un coltello omicida alcune prostitute. Tutte le capacità del commissario dovranno essere messe in campo mentre un valido aiuto viene da un enigmatico sacerdote, Padre Jadran, erede dell'Inquisizione, che si occupa del male, lo studia e lo affronta.mInizia così una paziente ricerca, a ritroso nel tempo fino al 1946, alla ricerca di scandali e suicidi. Tutto deve essere scoperto per poi essere messo a tacere, ma la giustizia, divina e terrena, non lascerà scampo.


Molti scrittori di noir, gialli e thriller utilizzano i loro romanzi per una ricerca sul Male, un modo per placare le ansie e gli interrogativi, ma anche il desiderio di conoscenza di chi tutti i giorni assiste a fatti violenti e crimini efferati attraverso i media: pur con l'intrattenimento questo romanzo fornisce molti elementi di riflessione e di approfondimento mentre racconta un'interessante Milano, spesso sconosciuta anche a chi vi è nato.

"Il diavolo, quello in forma umana, quello impersonato da Caino, non va cercato lontano, perché è presente in ognuno di noi, sepolto dall'amore e dall'affetto delle persone vicine, dalle leggi, dalla religione, dalla paura delle punizioni e da tutte quelle catene interiori o esteriori che ancorano al fondo del nostro animo la parte più oscura e cattiva di ogni uomo. La nostra bestia."

"Il mostro di Milano"

di Fabrizio Carcano

genere: noir

editore: Mursia, prima edizione 2017

pagine: 478

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Fabrizio Carcano (Milano, 1973) è giornalista e scrive per «Il Giorno», «Libero» e «Superbasket». È uno dei giallisti più amati dal pubblico milanese. I suoi romanzi, tutti pubblicati con Mursia, sono: Gli Angeli di Lucifero (2011), La tela dell’eretico (2012), Mala Tempora (2014), L’ultimo grado (2014), L’erba cattiva (2015), Una brutta storia (2016), Il Mostro di Milano (2017), In nome del male (2018), Il codice di Giuda (2018) e Milano Assassina (2019), Nemesi Nera (2019), Il cacciatore di Caino (2020), La notte del diavolo (2020) e Misteri ambrosiani (2021). Dal 15 giugno 2022 arriva in libreria I delitti dello Zodiaco, il suo quindicesimo romanzo noir dedicato ai misteri e al fascino di Milano. I suoi romanzi sono stati più volte primi nella classifica di vendita di Amazon. Dal 2020 è direttore della collana Giungla Gialla.

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