"E verrà un altro inverno" di Massimo Carlotto. Recensione di Tiziana Viganò





L'acuta e disincantata osservazione di una realtà sociale sta al centro del nuovo romanzo noir di Massimo Carlotto. Lo scrittore analizza i suoi personaggi con una visione distaccata, da scienziato, scava a fondo nel marciume, racconta la trasformazione della società e dei suoi crimini con il suo stile asciutto ed essenziale che mette in risalto le ombre nere del male che la contamina. Le figure si muovono in un ambiente dove profitto, opportunità e tornaconto personale schiacciano i valori di una cultura antica

"da quelle parti si badava al sodo anche quando si ammazzava, sentimenti e passioni non avevano mai scatenato pulsioni omicide"

Una Valle chiusa che assomiglia a tante altre: una strada provinciale percorsa da colonne di tir, quattro paesi, tanti capannoni industriali, un paesaggio umano facile da incontrare, soprattutto nel Nordest. L'ambiente influisce sui personaggi e sulla visione disincantata del mondo, la città è lontana, chi viene da fuori è sempre forestiero, sempre sospetto.


Tutti i personaggi manipolano e sono a loro volta manipolati: i paesani pensano di risolvere i problemi tra di loro, con i loro metodi, ma sono sempre i maggiorenti a sistemare le cose seppellendo la verità e modificandola a loro vantaggio. 

Del resto tutti hanno la coda di paglia, qualcosa da nascondere, debiti da pagare ai potenti, anche chi dovrebbe tutelare verità e giustizia.


Leggendo questo libro si ha la sensazione di essere dentro una storia di cronaca nera che intreccia le vicende di delinquenti mediocri e dilettanti ai crimini della borghesia, personaggi con una normalità di facciata che delinquono ritenendosi persone perbene, in nome dell'apparenza, del buon nome della famiglia, delle imprese e del denaro da moltiplicare. Accanto a uomini deboli e vili ci sono donne intelligenti, che sanno controllare e manovrare, finendo col risolvere situazioni ingarbugliate. Ma in fondo tutti sono mediocri in una società dove l'etica è solo una parola vuota..


Bruno Manera, vittima di atti vandalici e di aggressione, era uno di città, ricco imprenditore del settore immobiliare, che aveva sposato Federica Pesenti, donna del posto, molto più giovane, appartenente a una potente famiglia di maggiorenti in difficoltà economiche. Uno che si era portato i guai dalla città, uno che aveva segreti da nascondere, secondo l'opinione del maresciallo capo Piscopo, un meridionale arrogante che non vuole problemi in quella che è diventata la sua Valle. Per aiutare Manera si offre Manlio Gavazzi, guardia giurata e uomo dalla vita grama, ossessionato dalla morte del figlio e dalla necessità di migliorare la sua condizione economica e sociale: si presenta come uomo della provvidenza, ma in realtà è un estorsore che troverà pane per i suoi denti...


I colpi di scena non lasciano tregua e il lettore rimane incollato alle pagine, segue le azioni di una serie di personaggi emblematici di un amaro microcosmo dove le cose sembrano cambiare ma rimangono sempre ugual -" E verrà un altro inverno" - con gli stessi rapporti di forza e di potere, dove ogni cosa e persona è serva del denaro.



"E verrà un altro inverno"

di Massimo Carlotto

genere: noir

Editore: Rizzoli, 2021

Pagine: 240

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