"Come lupi nella neve" di Marco di Tillo. Recensione di Tiziana Viganò


Un romanzo corale, dove protagonisti sono gli abitanti di Agnone, un paese dell'Appennino molisano, ognuno con un carattere diverso, vizi e virtù, suoni e linguaggio che risaltano a colori sull'uniforme paesaggio dove la la tempesta di neve ha cancellato luci e ombre.

Gli investigatori dovranno far emergere la verità nascosta sotto la coltre ghiacciata: due omicidi, davvero sconvolgenti e insoliti in quel luogo un po' fuori dal mondo, dove sembra non accadere mai niente.


Eppure Agnone è un luogo millenario: come ogni paese d'Italia ha la Storia che si intreccia con le storie quotidiane. Miti, leggende, superstizioni e rituali sono scolpiti nella memoria collettiva e continuano a vivere, insinuandosi sotto la crosta del razionalismo e della logica che domina il nostro mondo attuale.  Si svelano ed è subito shock. 


Siamo nella terra degli antichi Sanniti, popolo superbo che sfidò Roma, geloso della sua indipendenza, della lingua e dei costumi: c'è la maledizione di una strega di tre secoli prima di Cristo che riecheggia in libri di stregoneria e magia nera più recenti, i suoi rimbombi si tramandano tra le donne del villaggio.

Un corpo luminoso passa a velocità pazzesca nel cielo, mentre l'ispettore genovese Marco Canepa e il barista Giuseppe Lolli arrivano in paese: ha una forma strana, lascia una scia verdognola. È una cometa? o un UFO?

Proprio quel giorno una coppia di romani vengono uccisi, come dice la maledizione, e la loro figlia scompare.


Marco di Tillo, psicologo e scrittore , ha già pubblicato due gialli con protagonista l’ispettore genovese Marco Canepa, "Tutte le strade portano a Genova" e "Omicidio all’Acquario di Genova", editi da Fratelli Frilli.

Scritto come la sceneggiatura di una fiction, piacevole, curioso e spesso divertente, ogni pagina di questo bel giallo accompagna il lettore dentro all'azione, come l'osservatore che annota e prende appunti, come chi guarda i particolari alla ricerca della verità, come il turista che partecipa alle mangiate e bevute dei personaggi.


Il passato, lontano o recente, torna in tanti flashback inserendosi disinvoltamente nella narrazione, svelando a poco a poco i misteri, così come i reperti sanniti, le tavolette bronzee, la Tavola Osca* e i libri di stregoneria, che il professor Aristide Ponzio raccoglie e studia. 

Il finale arriva con una deflagrazione, inaspettato e dirompente, buttando all'aria le carte.

Consigliatissimo!


La Tavola Osca, in bronzo (270 a.C.ca). Londra, British Museum

Come lupi nella neve

di Marco di Tillo

genere: giallo

editore: Fratelli Frilli, 2021

pagine: 240

link all'acquisto


 SEARCH BY TAGS: