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"Come agnelli in mezzo ai lupi" di Diego Pitea. Recensione di Tiziana Viganò


Dopo "L'ultimo rintocco" ( Altrevoci edizioni, 2020) e "La stanza delle illusioni" ( Altrevoci edizioni, 2021) torna Richard Dale, il criminologo creato da Diego Pitea, penna affinata dall'esperienza di lettore forte appassionato di gialli.

"Come agnelli in mezzo ai lupi" è una storia intricata e complessa con la stupenda scenografia di Roma, descritta nei luoghi insanguinati da un serial killer diabolico e morboso, che si firma come "Nemesis" nei suoi messaggi recapitati alle vittime e alla polizia. Da Villa Borghese, alla Stazione Termini, da piazza San Pietro al Colosseo alle catacombe di San Callisto, il killer colpisce personaggi tristi e soli, depressi o gravemente malati, anime perse.



Il commissario Marani, detto l'Orso, per la mole e per il carattere rude e burbero, col sigaro perennemente in bocca, capace ma logorato da un lavoro pesante, si trova a combattere un nemico molto intelligente e crudele. Ha bisogno dell'aiuto di Richard Dale, criminologo dalla mente brillante e dalla memoria prodigiosa, affetto dalla sindrome di Asperger, un collaboratore prezioso che dopo l'ultimo caso si era ritirato ma, attratto inesorabilmente dagli omicidi particolari e dagli enigmi che sono per lui una vera droga si rimette in gioco. E questa indagine pullula di simboli, formule matematiche, numeri romani e lettere senza senso: il serial killer annuncia i suoi crimini, cinque omicidi, uno al giorno e allega una foto con un particolare del luogo scelto per il delitto. Una serie infernale in cui il killer sfida Dale in una gara di intelligenza e superiorità. Cosa avevano in comune le vittime? Qual è il movente?


Perché il destino degli agnelli è quello di essere sbranati dai lupi. Lo accettano, senza mai desiderare di trasformarsi in qualcosa d’altro

Ma qualche volta sono gli agnelli che si trasformano in lupi.


Una gara in cui viene coinvolto il lettore, chiamato a un continuo saliscendi di scene d'azione, di inseguimenti mozzafiato frustranti per cercare di fermare il colpevole, cercando di capire gli enigmi che pone: semi buttati dall'autore per aiutarlo a capire, rivelando e poi sparigliando le carte. La narrazione procede ad alta tensione, con atmosfere oscure, continua suspense: si entra nella mente dei personaggi e del killer attraverso i pensieri resi in corsivo, il linguaggio è scorrevole, ma punta su parole ed espressioni forti e si arricchisce con citazioni storiche, filosofiche e letterarie. Il finale è da cardiopalmo.

"Come agnelli in mezzo ai lupi" è un thriller adrenalinico, con molta carne al fuoco per soddisfare i palati esigenti!


Le catacombe di San Callisto a Roma

"Come agnelli in mezzo ai lupi"

di Diego Pitea

genere: giallo

editore: AltreVoci Edizioni, 2023

pagine: 413



Diego Pitea è nato e vive a Reggio Calabria. Il suo primo romanzo Rebus per un delitto è risultato finalista nel 2012 al Premio Tedeschi Mondadori, affermazione ribadita due anni dopo con il secondo romanzo Qualcuno mi uccida. Nel 2020 è stato pubblicato L’ultimo rintocco, un thriller psicologico con il quale ha ottenuto un notevole riscontro di vendite e di critica. Con AltreVoci Edizioni ha pubblicato nel 2021 La stanza delle illusioni

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